Visione

…. Amico navigante che sei giunto su queste sponde,
quale desiderio ha dato principio al tuo viaggiare?
Quale conforto vai cercando al turbinar di passioni e sentimenti,
che, sì come vento che scuote le fronde degli alberi,
agita il tuo essere nel più profondo dell’animo?
Forse non pago di quanto mirar ti concedono gli occhi,
non lieto dei lamenti che alti si levano,
nauseato dall’amaro sapore della menzogna che ovunque si alberga,
vai cercando una diversa ragione al tuo essere uomo tra gli uomini;
e mentre ti sfugge il senso di un siffatto universo,
sazio non sei di ciò che risponde al tuo domandar.
Di certo, una volontà non comune sostiene il tuo peregrinare,
e lungo e stancante è stato il tuo ricercare….Ma adesso rallegrati, sei giunto in un porto sicuro,
che può mostrarti di quali meraviglie è ancora capace la progenie umana,
quando mossa dal più puro e fecondo desiderio di conoscenza
sa ritrovare la Verità oltre l’inganno,
praticare la Giustizia oltre la malvagità,
amare la Bellezza oltre l’effimero.
Sei giunto in un porto in cui gli uomini si chiamano Fratelli fra loro, perché fondano sui medesimi Principi il loro sodalizio e condividono con fervore gli stessi ideali.
Uomini consci della propria Uguaglianza, perché al di là di ogni differenza apparente, al di là di ogni credo o convinzione, comune è la loro Origine e medesimo il loro Destino.
Uomini che scevri da ogni dogmatismo e desiderosi solo di aderire al superiore senso di giustizia ed equità che informa l’economia del cosmo, lavorano incessantemente al proprio ed all’altrui perfezionamento, praticando la virtù e il retto agire.
Sei al cospetto di coloro che non possono rispondere in tua vece ai dubbi e alle domande che ti assillano, ma che animati dal tuo stesso sentire, desiderano poterti mostrare quell’antica via che ha reso Liberi coloro che hanno avuto l’ardire di praticarla, perché è la via che può condurre al Vero.
Solo camminando sul sentiero della Verità, si è veramente liberi: la Verità non può rappresentare un vincolo, non è rivelazione, non è esattezza né esperienza fenomenica, ma piuttosto si dà come ideale a cui tendere e a cui anelare, da riscoprire e costruire giorno dopo giorno, passo dopo passo, coltivando il dubbio e l’intuizione, contemperando la ragione con l’emozione.
E non temere di rivelarti per ciò che sei: coloro che chiamiamo Fratelli praticano la Tolleranza quale massima virtù per garantire la libertà di ogni uomo, affinché tutti possano esprimersi senza altro vincolo che il rispetto della stessa libertà altrui.
Altro non è necessario aggiungere: non dobbiamo convincere i più, ma solo riconoscere e farci riconoscere dai Fratelli che vagano ancora nell’ombra.
Se tutto questo è quanto ha ispirato il tuo ricercare, se ciò che più brami è riscoprire te stesso perché così la natura dell’uomo e la verità dell’essere possa dischiudersi alla tua coscienza, allora, amico pellegrino, ti sarà concesso di varcare le soglie del Tempio della Massoneria, affinché, anche per te,

possa così risplendere la Luce.

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